Già precedentemente,avevo accennato all'Ipnosi Regressiva, oggi voglio parlarne in un'altra chiave, in quanto ispirato da un post pubblicato da Silvio Pistore nel suo blog "Contemporary life".
Personalmente non credo (anche perchè sono profondamente cristiano) nella reincarnazione, ma credo nei risultati sconvolgenti dell'ipnosi regresiva, anche perchè ne ho visto delle dismostrazioni dal vivo, attraverso alcune sedute del dottor Paret della ISI CNV.
L'ipnosi regressiva agisce sul nostro cervello come un programma apposito agisce su un disco fisso di un computer per recuperare dati cancellati virtualmente, ma ancora presenti nella memoria del pc. Attraverso questa tecnica si possono rimuovere blocchi e amnesie di difesa che il subconscio mette in opera per salvaguardare l'organismo e l'Io razionale. Ma come si può descrivere un processo volontario ma inconscio di una parte di noi, che agisce secondo una determinata volontarietà, scientificità e soprattutto in totale autonomia del nostro Io razionale?
Le teorie del quantum e dell'olismo, ma persino filosofie e religioni possono dare risposte seppur diverse nella forma uguali nella sostanza: in tutto c'è vita, c'è consapevolezza e c'è anche il ricordo.
Studi sul quantum stanno dimostrando le capacità di intelligenza e coscienza delle singole cellule e/o dei neuroni, che agiscono e lavorano in sinergia nell'insieme dell'organismo che costituiscono e che quindi non si comportano semplicemente in maniera meccanica.
Il computer ed il cervello quantico
La teoria del computer quantico parte dal presupposto che questo tipo di computer funziona in un certo modo (che non ci è dato sapere) ma che in buona sostanza accede simultaneamente a tutte le informazioni e agli scambi sinaptici, con una sorta di sovrapposizione neuronale in maniera esponenziale, una potenza di calcolo così enorme insomma da arrivare al megacalcolo. Questa teoria (usata anche dall'olismo) parte dal presupposto della coscienza delle cellule, quindi anche dei singoli neuroni. Nel 1994 il più eminente fisico teorico dell’Università di Oxford, Sir Roger Penrose, pubblicava Shadows of the Mind, un discusso libro in cui afferma che il cervello elabora quantisticamente l’informazione grazie alla presenza di microscopiche molecole di tubulina all’interno dei neuroni. L’idea fondamentale di Penrose deriva dall’osservazione che anche gli organismi unicellulari hanno comportamento finalizzato, reagiscono alla luce, evitano ostacoli, hanno una forma di memoria, senza avere neuroni.
L’agente primario del comportamento “intelligente” del paramecio sono le sue ciglia: filamenti che sono sia antenne che strumenti per il movimento, elaborano informazioni dall’ambiente generano i movimenti sincroni necessari per attuare le decisioni conseguenti le ciglia generano onde oscillatorie sincronizzate, pervenendo ad un’autoorganizzazione globale sulla base di interazioni locali.
Le ciglia del paramecio sono microtubuli, ossia fatte della stessa sostanza dei neuroni! Si potrebbe continuare con le teorie di Jack Tuszynski o di Stuart Hameroff, ma non voglio trasformare questo thread nella enunciazione scientifica delle varie tesi fino ad ora elaborate, il fatto importante è l'incomparabilità di una mente umana con il procedimento analitico (ossi per via di esclusione) di un computer classico.
Quante volte abbiamo saputo cogliere degli aspetti su cose e/o persone in maniera istintiva? Naturale? Quante persone nascono con una qualche capacità innata? Mozart a 4 anni aveva già scarabocchiato la sua prima composizione!
La condizione dell'istinto esiste quindi negli esseri umani come negli animali, ed è costituita dal ricordo ancestrale, da quelle informazioni che vengono registrate dalle cellule e che vengono trasmesse da cellule vecchie a cellule nuove.
La registrazione dell'acqua
Esperimenti hanno dimostrato le capacità di memoria persiano dell'acqua, supportando filosofie omeopatiche e Reiki. E’ tramite la memoria dell’acqua che l’omeopatia e altre medicine vibrazionali come i Fiori di Bach sono infatti efficaci per la cura di disturbi e/o malattie.
Infatti, nei granuli di un qualsiasi prodotto omeopatico, non c’è il principio attivo, la molecola della sostanza a cui il principio richiama il suo nome, ma la sua “vibrazione” e questo tramite un sistema di diluizioni e dinamizzazioni (agitazione vigorosa) dell'acqua.
Lo scienziato francese Bienveniste, nel 1988 dimostro in laboratorio che questo era vero ed è sotto riportato parte dell’articolo tratto da http://www.brainmindlife.org/benveniste.htm
tratto da http://www.reikinet.it/visual_sottocat.php?titolo=ENERGIE%20SOTTILI&lin=1&ID_sottocat=504
L'articolo
L’ambiente della scienza ortodossa è stato scosso recentemente dal caso Bienveniste. Bienveniste, uno scienziato francese e i suoi colleghi dell'Università di Parigi Sud hanno pubblicato (Nature 333, p. 816- 818, 30 giugno ‘88) l’evidenza sperimentale che una soluzione di anticorpi (anti-lgE), diluita in successione e agitata più volte vigorosamente, può ancora evocare una risposta nei basofili umani, anche se a diluizioni così elevate che il liquido non contiene più alcuna molecola di anticorpo. Il risultato sembra essere analogo all'effetto positivo dei farrnaci omeopatici e in contrasto con quello che la scienza ortodossa ritiene normalmente possibile: una soluzione che non contiene alcuna molecola di una sostanza non può avere gli stessi effetti della sostanza stessa.
L’esperimento, poi riprodotto da un’equipe scelta ad hoc per il suo fallimento (complice l'ingenuità dello stesso Bienveniste, dell'equipe faceva parte, inspiegabilmente, anche un cartomante), non riuscì più e l’opera di Bienveniste cadde nel dimenticatoio.
I nuovi studi
Ora, a distanza di quasi 20 anni, un altro scienziato, il giapponese Masaru Emoto ha dimostrato di nuovo e molto più eloquentemente tramite fotografie, che l’acqua possiede una memoria. Lo possiamo leggere nella sua principale opera “La risposta dell’acqua” e anche "Il miracolo dell'acqua".
Emoto porta l’acqua a 20 gradi sotto zero. Poi, lentamente, ricomincia a far salire la temperatura dell’acqua ghiacciata e quando essa giunge a -5 si cominciano a vedere i cristalli dell’acqua la cui forma assomiglia a quella dei fiocchi di neve, ha cioè una natura esagonale.Emoto ha così analizzato centinaia di campioni di acqua; l’acqua pulita ha un cristallo perfettamente formato, l’acqua inquinata può anche non mostrare alcun cristallo, altrimenti, con inquinamento medio, il cristallo che si forma al suo scogelamento è parziale.Le sue ricerche sono andate ben oltre questo ed ha cominciato a fornire all’acqua “informazioni” per poi vedere cosa succedeva ai suoi cristalli. Bene, l’acqua “registra” tutto quello che le sta attorno: le energie sottili dell'acqua!
Se campioni di acqua distillata vengono messi nel mezzo di una stanza con della musica classica, poi vengono congelati a - 20°, quando dopo la temperatura viene portata a -5°, i suoi cristalli saranno in un certo modo e cioè belli e netti, se viene messa musica rock, in un altro modo e se viene messo l’heavy metal, in un altro modo ancora, cioè non si formano. Non solo, se la stessa campionatura d’acqua viene posta su di un foglio con sopra riportata la parola “amore”, il cristallo che poi si formerà sarà uno splendido cristallo perfettamente marcato e formato, se invece viene posta una scritta con un sentimento negativo come “odio”, il cristallo verrà in maniera completamente diversa o potrà anche non formarsi.
Vi è una similitudine tra i bei cristalli e quelli che invece non si formano o stentano a formarsi; i bei cristalli avvengono in presenza di acqua pulita, di musica classica o musica in genere armoniosa, di parole amorevoli; i cristalli malformati avvengono in presenza di acqua inquinata, di heavy metal, musica piena di rabbia, di parole con sentimenti negativi.L’inquinamento si comporta alla stesso modo della vibrazione dell’odio e della rabbia.
L’esperienza più eloquente è osservare i cristalli con i vostri occhi dalle fotografie scattate dall’equipe di Masaru Emoto.
Gli studi sulla memoria dell'acqua continuano e spiegazioni scientifiche stanno emergendo su questa affascinante avventura di conoscenza.
L'ipnosi regressiva
A questo punto viene facile capire quale potrebbe essere la dinamica dell'Ipnosi regressiva.
Non più un salto nel passato dell'individuo, che di fatto una vita vive e vivrà, ma una regressione dell'intero organismo e quindi delle cellule e dei neuroni stessi, che in uno stato di trance reagiscono decontestualizzando il presente ma rappresentando il bagaglio ereditario della loro memoria. Il raffiorare di ricordi ancestrali insomma, di ricordi di razza, che non farebbero parte dell'individuo, ma della "razza", di quei geni dal quale egli stesso (l'individuo) deriva.