Il fenomeno dell'esplosione dei blog, sta iniziando a saturare il disco virtuale delle rete. I grandi fornitori gratuiti di questo servizio come Blogger e Myspaces hanno già raggiunto il livello di guardia, e sono previste opere di pulizia della rete a partire dall'eliminazione dei blog più vecchi e abbandonati. Ma non è con la pulizia della rete che si argina il fenomeno dello splogging, ovvero dell'abuso di questa piattaforma, è invece con la regolamentazione di questo fenomeno che si può e si deve ottenere un drastico stop a questa abitudine che sta letteralmente saturando la rete con i blog spazzatura.
Ciò di cui sto parlando è un problema dalla dimensione enorme, ma essendo un problema virtuale è anche difficile da cogliere, a meno che, per lavoro o per ricerca non si effettuino ampie scorribande lungo la rete; in quanto internet è una vera e propria realtà parallela. Un attento monitoraggio della rete può però nel giro di pochi giorni dare il polso della situazione a chiunque. In rete esistono migliaia di blog, tutti uguali, sono il ricettacolo della spazzatura, il catalizzatore della megalomania, il diario delle medicorità, la celebrazione di una vita qualunque. Il profilo del blogger medio è sconvolgente: si tratta di una persona che preferisce cantarsela da sola, che ha una scarsissima e distorta percezione della realtà e che si rifugia in questo mondo fatto di parole e di sfoghi condivisi dai suoi simili attravreso qusto strumento.
L'approccio che stabilisce un tipico blogger con il suo blog è quello di un drogato con la droga.
Il tipico blogger è un insicuro, affamato di consensi e di seguito, un seguito che si traduce in numero di viste, in retrolink e soprattutto in commenti ai suoi post, commenti dei quali il blogger dopo un rapido periodo di assuefazione non ne può fare più assolutamente a meno.
I commenti sono il suo pane, la sua droga, il blog diventa il suo palcoscenico, i blog sono il suo riscatto virtuale, i blogger vivono quando scrivono e pubblicano i loro articoli al punto che vivono di giorno in giorno aspettando sempre e solo il momento di poter pubblicare il loro prossimo articolo. Alla base di tutto questo ovviamente c'è il mal di vivere della società moderna, c'è la percezione negativa che si ha di se stessi, un senso di inadeguatezza che spinge molte persone a rifugiarsi in un mondo surreale fatto di pixel e c'è anche l'aspetto sessuale ed edonistico, quello di voler affascinare il sesso opposto in maniera intellettuale, comoda e priva di qualsiasi rischio. Ancora una volta una scoperta ed una conquista scientifica come internet si dimostra per il suo valore bivalente. La rete può essere uno strumento di condivisione, di arricchimento, di brainstorming, di opportunità, oppure può essere una droga, uno strumento di annichilimento, un disgregatore della società ed un dispersore della forza e delle risorse umane. Chi spara contro il mondo dei blog ha spesso ragione, oggi la rete è usata male, la gente la abusa, nella maniera peggiore e non solo con questa condotta non aiutano internet, ma non aiutano se stessi. Anni fa, Radio Radicale trasmetteva i microfoni aperti ai suoi radioascoltatori, ne seguiva una trasmissione surreale, fatta di ore e ore di telefonate alla segreteria di Radio Radicale, dove la gente più disparata, nella maggior parte dei casi, non enunciava concetti o critiche costruttive, ma solo insulti e parole senza senso. Oggi questa libertà di esprimersi, che l'italiano medio usava "tafazzianamente" attraverso i microfoni di Radio Radicale, quello stesso italiano la usa e la manifesta nei blog, con tutte le conseguenze che possiamo immaginare e visualizzare. Trasformare la rete in un piagnisteo ed in uno sfogatoio personalissimo sfortunatamente non serve, meglio sarebbe agire su se stessi attraverso tecniche di riprogrammazione mentali che ovviamente ci possono indurre ad atteggiamenti più positivi e costruttivi verso noi stessi e verso i nostri simili.
Una di queste tecniche può essere quella che in PNL è chiamata "la Scozzata", un'ottima tecnica per modificare la percezione che si ha di se stessi.