La nuova pubblicità della Vodafone, quella che per inteso annuncia la possibilità di trasferire il proprio numero di telefono fisso sul cellulare è un ulteriore segnale dei tempi che cambiano.
Piano piano, poco a poco, nel nome di un lodevole quanto necessario risparmio ci togliamo tutto quello che si può togliere, non ultimo il telefono fisso, e procediamo spediti a passi lunghi e ben distesi verso una vita ascetica obbligata o per lo meno indotta. Non ho nulla contro questa necessaria quanto geniale necessità, ma se da una parte ci stiamo adeguando ai tempi difficili, è anche vero che adeguarsi può significare una lenta e accettata eutanasia prima di tutto psichica.
il nostro inconscio che ragiona come un bambino non metabolizza sufficientemente i traumi da distacco dalle cose ai quali ci sottoponiamo, quando l'ascetismo non è elaborato da noi stessi, quando l'austerità non è una via ricercata ma indotta dagli eventi, alla fine quello che si otterrà è una sempre maggiore frustrazione. Tutte le conquiste del popolo vengono via via meno: si va meno al ristorante perchè costa, non si va al cinema perchè tanto c'è sky o alice, si butta via il telefono fisso perchè al posto suo basta solo più il cellulare, non si compra il quotidiano perchè tanto le informazioni le leggiamo su internet, non si usa l'auto perchè inquina e perchè ormai costa un occhio della testa, ecc ecc. Queste scelte siamo sicuri che ci facciano bene al nostro inconscio? Ci rendiamo conto che meno si va al cinema, meno si va al ristornate, meno cose si comperano e si usano e più la vita diventa fine a se stessa? Viviamo ancora per qualcosa? Per fare qualcosa? Oppure tanto varrebbe finire sotto due metri di terra e così non consumiamo neppure l'aria e l'acqua con buona pace di Pecoraro Scanio? Una riflessione sarebbe più che dovuta, nel mentre qualche tecnica di pnl può aiutarci nella quotidiana necessità di scaricarci emozionalmente.
Pensiamoci.