Stimati lettori
Ieri sera sono andato a trovare una coppia di amici francesi che hanno un piccolo negozio ad Antibes (ebbene si! Non l'avevo detto ma sono ancora in vacanza con la mia famiglia, girovagante per la Costa Azzurra). Questi amici: Gaston e Juliette che vendono borse quella sera non avevano ancora chiuso il negozio e tardavano vistosamente all'appuntamento che avevamo prefissato alla Crêperie du Port e dove io, mia moglie Francesca e mia figlia Flora li stavamo già da quasi mezz'ora aspettando. Decidemmo allora che "se non era Maometto ad andare alla Montagna doveva essere la Montagna ad andare da Maometto" e così pagammo le crepe e ci avviammo verso la loro boutique. Fu con grande stupore che vedemmo la boutique ancora aperta, con tutte le luci accese e con dentro loro: i due amici francesi che litigavano vistosamente in un mare di borse e borsette a terra, sui tavoli, sugli scaffali e alcune da rimettere anche a posto nelle vetrine dalle quali erano state tirate fuori.
Capii subito l'elemento di stress al quale erano stati sottoposti, con alcune tecniche di PNL riuscii a calmarli, io mia moglie e mia figlia li aiutammo nel predisporre un frettoloso ordine, poi chiusa la boutique li portammo a mangiare una pizza in un ristorantino italofrancese vicino a loro.
Al tavolo li feci parlare, erano stressati, abbattuti, nervosi, l'elemento scatenante è stata una pseudocliente che alla fine non aveva comprato nulla, era venuta con le migliori (pare) intenzioni, ma poi le tante possibilità, le troppe opzioni, i tanti articoli, si è confusa e non ha saputo più capire cosa voleva comprare, e così si è ritirata in buon ordine lasciando Gaston e Giuliette tra il disordine che avevano creato e la loro frustrazione latente che poi è scoppiata in un accapigliarsi vicendevole quanto sgradevole.
L'amico ovviamente per me e per noi è Gaston, lei è amica nostra solo di riflesso, in quanto convive con lui da 2 anni e sono fidanzati da 7, mentre Gaston lo conosco da quando sono piccolo, insomma un vero amico!!!! E così mi alzai e lo portai a fare una passeggiata, e gli dissi: "vedi caro Gaston? Troppi articoli hanno confuso la tua cliente, se forse forse, ti limitavi a chiedere lei cosa volesse o cosa idealizzasse e sulla falsa riga di quelle indicazioni le avresti proposto due o tre articoli la signora avrebbe probabilmente scelto cosa comprare, ma così l'avete solo confusa e disorientata tremendamente e lei non ha comprato più nulla". Poi continuando andai al dunque: "ma non è questo il punto! Voi siete stressati ve lo si legge in faccia, non andate daccordo, non siete soddisfatti l'uno dell'altro e questi silenzi imbarazzanti o queste sfuriate per delle piccolezze come quella di oggi, è da un anno che le vivete e le fate vivere a quelli che stanno attorno a voi." Gaston mi chiese cosa dovesse fare. La mia risposta fu laconica "uscire da questo stato di cose", perchè quanto era successo con la cliente non era che una parafrasi della loro vita, una coppia fidanzata da 7 anni ma che non si è ancora decisa a sposarsi sta insieme solo perchè non ha il coraggio ne di sposarsi ne di mollarsi, un coppia così è finita ed è capace di malsopportarsi ancora per anni e anni, provocando una vita di inferno ad ambedue i partners.
La colpa è anche di questa società, non neghiamolo, la gente ormai si fidanza dicendo "vediamo", convive con lo stessa mentalità ballerina, si sposa con la triste parola sulla bocca "proviamo", e così non si prendono mai decisioni chiare, si lasciano porte aperte che solo rimanendo aperte con le loro possibilità e le loro opzioni minano con la loro esistenza la scelta fatta ed il presente che attorno ad essa viviamo e costruiamo. Il modello di vita insostenibile che ci viene reclamizzato attraverso i mass media ci contagia tutti, chi più chi meno e non tutti dispongono di quei necessari filtri per non lasciarsi rovinare la vita. Sto parlando di modelli televisivi proposti in maniera subdola, che sponsorizzano subliminalmente vite vissute fatte di sperimentazioni relazionali, di doppi e tripli matrimoni con doppi e tripli figli, di vite con alle spalle trascorsi relazionali e sentimentali degni di matusalemme e vendute per questo come buone. Questi modelli esterni distorti ci vengono "vestiti" di autorità e proposti costantemente, sia guardando un buon film, che osservando una pubblicità sulle caramelle, il cervello li assorbe come una spugna, inconsciamente e poi la nostra parte ES inizia ad elaborare.
L'illusione è quella di vivere in un supermercato della felicità, dove l'amore e la fedeltà non contano, ma conta solo lo sberluccichio della confezione, la marca o il costo del prodotto (quasi fosse una garanzia), e così come delle casalinghe indecise o delle ragazzine capricciose, si entra in questo supermercato dell'amore a 16 - 18 anni e si sceglie il prodotto del momento, ma anzichè uscire e pagare alla cassa.. ecco che si continua a girare tra gli scaffali e le corsie guardando se si trova di meglio, fino ad arrivare ad uscire a 50 o 60 anni obbligati perchè il supermercato chiude con in mano una cosa che non avremmo mai comprato prima, ma ormai il supermercato ha chiuso!
Spero e credo di essere stato chiaro signori, perchè anche questa è psicologia, e la comunicazione non verbale oggettiva di coppie che stanno fidanzate per anni senza avere il coraggio di sposarsi la comunicano lunga, sono anche questi i dati che bisogna saper cogliere in sintesi, che bisogna saper cogliere ed elaborare.
Roberto Mime
P.S: il blog resterà per qualche giorno inattivo, domani parto con mia moglie e mia figlia per gli Stati Uniti d'America. Tornerò tra queste pagine il 16 agosto.
A presto!
